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日志


9月9日

L'unica cosa buona è che è interista

"Farei un torto alla mia coscienza - dice La Russa a Porta San Paolo - se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana, soggettivamente e dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani, e meritando quindi il rispetto pur nella differenza di posizioni di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia."

Beh, Ignazio io farei un torto alla mia coscienza se non dicessi che lei è un cretino, soggettivamente e dal mio punto di vista, s'intende.


7月2日

Camilleri se la ride sul Berlusca.

 
5月18日

Resistere, resistere, resistere, come su di una irrinunciabile linea del Piave

Buongiorno gentili lettori.
L'ultima volta ci eravamo lasciati con un consiglio per una lettura particolare. Non che ve ne importi più di tanto, ma nel frattempo ho letto L'ospite inquietante, di Umberto Galimberti, psicologo, filosofo, sociologo, il quale è stato ospite (non inquietante, per quello c'è Sgarbi) ad Annozero nella puntata sulla tragedia di Verona. Il suo libro parla di noi. Parla dei giovani. E spiega tantissime cose che accadono, dalle droghe ai delitti senza movente, dalla violenza negli stadi ai suicidi (seconda causa di morte negli under 25),dalla scuola alla famiglia ecc..insomma poi ve lo leggete perchè a me non mi paga nessuno per fare i riassunti...
Ad ogni modo, in questi giorni in molti si sono anche accorti dell'esistenza di Marco Travaglio, uno dei pochi veri giornalisti italiani. Quei giornalisti che raccontano i fatti, tutti i fatti anche quelli che non fanno comodo al potere (sopratutto quelli). Naturalmente appena si è accennato al fatto che Schifani abbia fatto affari con persone condannate per mafia, sentenze pubbliche e vere, tutti i ben (mal) pensanti di questo orrido baraccone che si autodefinisce "politica" e "giornalismo" si sono indignati, non per il fatto che Schifani abbia avuto questi rapporti, ma per il fatto che è stato detto.
Si spacca il termometro per non dire che fa caldo. Addirittura Anna Finocchiaro del Partito Democratico ha detto: “Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del Presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che vi sia alcuna possibilità di contraddittorio". Eh certo perchè anche nel narrare i fatti, non nel dare un giudizio o esprimere un'opinione, c'è bisogno del contraddittorio. La prossima volta, senatrice Finocchiaro, quando sente al tg di una sciagura aerea a causa di un guasto al motore, mi raccomando, trovi inaccettabile che non ci sia possibilità di contraddittorio del motore.
Attenzione gente ci stanno disinformando a dovere da almeno 15 anni. Non ci dobbiamo fidare dei tg, almeno non in tutto, bisogna sempre fare attenzione, verificare le notizie su due o tre fonti, dobbiamo fare i giornalisti, perchè quelli al vertice non lo sono(!!).
Grazie mille a Travaglio, a Santoro, ai maestri Enzo Biagi e Indro Montanelli, a Rizzo e Stella, a Gomez e ad altri molti giornalisti con la schiena dritta che subiscono intimidazioni, attacchi e accuse becere da persone indegne dei ruoli che ricoprono.
Questo è il blog di Tavaglio, Gomez e Carrias: www.voglioscendere.ilcannocchiale.it   una visitina al giorno leva il medico di torno.
E.B.
 
3月31日

Un buon consiglio

Eh sì, questo blog sta prendendo una piega troppo seria, e vabbè…

Certo portarsi un libro in montagna quando si scia, al mare a prendere il sole, a Dublino a bere Guinness è proprio da dementi. Naturalmente me ne sono fregato e tutti sanno che stavo leggendo “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani. Per avere una conoscenza preliminare di Terzani potete vedere il video che ho linkato nell’elenco Video e scartabellare un po’ su Youtube in cerca delle sue interviste. Dopo di che vi consiglio di provare qualche suo libro. Magari chiedete se in casa vostra qualcuno ne ha letti, chiedete a qualche amico, a me che l’ho appena finito e che quasi quasi mi inizio “Un altro giro di giostra”.

Tanti preamboli per consigliare un autore insomma. Questo toscanaccio ha viaggiato tantissimo, ha conosciuto un sacco di umanità varia, ogni pezzo con le proprie abitudini e le proprie credenze. Ha imparato il cinese e si è trasferito in Asia con la famiglia dove non ha mai smesso di cercare nuove storie, da buon giornalista vecchia maniera. Apprendendo dalla sua vita, grazie ai libri che ci ha lasciato, possiamo provare a cambiare punto di vista, sforzo che sempre ci ripromettiamo di fare, con una facilità degna della sua tranquillità di fronte alla morte (vedere i video per capire). Vi voglio dare un buon consiglio, almeno uno che credo essere buono, che è stato buono per me insomma. Grazie per la cortese lettura.  

E.B.

3月26日

Benvenuti in Italia

Benvenuti in Italia

Breve mappa d’informazione politica per giovani alle prese con il voto.

 Salve, sono Edoardo Barabino e questo non è Porta a Porta.
Seguirà una noiosa analisi degli schieramenti concorrenti al Governo del bel(?) Paese con una conclusiva sintesi con giudizi raccolti dai nostri opinionisti, ovvero io!
Insomma vi dico per chi voto e perché.

 Di diritto o di rovescio ce l’hanno fatto capire: si va verso il bipartitismo, stile americano. O voti centrodestra o centrosinistra, si tagliano le ali estreme (a parte la Lega) e chi più chi meno, si chinano al Vaticano. Sembra una prospettiva avvilente, e lo è, ma forse sarà meglio della Seconda Repubblica, quella dei 40 partiti. In poche parole ogni voto non dato al Pd o al Pdl è un voto che non governerà mai, è un voto a perdere.

Da qui il mio ragionamento. Potrei mai favorire Berlusconi? Il quale, benché abbia ridotto le tasse nei cinque (insostenibili) anni di governo passato, ha lasciato voragini nei conti che ci avrebbero fatto espellere dall’Europa nei successivi cinque se non ci avessero pensato “i cattivi di sinistra”. Il quale ha stuprato ripetutamente la giustizia ingolfando ancora di più il sistema giudiziario, già non in ottima salute, per liberarsi di quei 7-10 processi che gli davano tanta noia. Il quale sono venti anni che rincoglionisce la gente con programmi imbecilli alla televisione e che ha costretto la Rai a seguire Mediaset in questa idiota corsa al peggio. Il quale, da buon sguattero di Bush, ci ha portato in due guerre folli dove i nostri soldati uccidono e sono uccisi per schifosi interessi dei “Masters of War”. Il quale non evita mai di dire una stronz*ta, tanto per farci vergognare ancora di più all’estero. Il quale protegge chi ruba, non chi ruba nei supermercati per mangiare, no per loro “pene severissime”, ma coloro che rubano alla collettività evadendo le tasse. Il quale è incapace di governare, semplicemente inadatto, fortissimo a prendere voti, ma una frana nell’amministrazione.
Beh io non favorirò costui! Mi tapperò il naso e voterò per il Partito Democratico, anche se prima di votare direttamente Binetti, Colaninno e l’allegra truppa di raccattati, mi distinguerò votando Di Pietro. Lui sì, merita la nostra fiducia, come magistrato, come politico e come persona. Sicuramente ci sono alcune questioni, come gli off shore, gli inceneritori su cui mi trovo contrario anche a Di Pietro, tuttavia non posso pretendere (per il momento) Beppe Grillo Presidente!
Guardando il programma del Pd, ad ogni modo, non lo trovo poi così “di destra” e se venisse realizzato staremmo tutti meglio, a differenza di quello di Berlusconi. Vorrei vedere subito abrogate le famose “leggi vergogna” e subito risolti tutti i conflitti di interessi, che inceppano l’Italia ancora più di quanto già non lo sia.

Grazie se avete letto. Se volete ne discutiamo anche a voce! Ciao

E.B.       

2月3日

Un genio assoluto

 
1月27日

Citazione

Quando l'ultimo albero sarà abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato
l'ultimo pesce catturato.
Soltanto allora ci accorgeremo che
i soldi non si possono mangiare.

Nuvola Rossa - Sioux. Curtis 1900
1月18日

Via il Papa

Via il Papa, abbiamo vinto. Finalmente l’ha capito, c’è chi contesta la sua posizione e non ha paura di dirlo, nonostante il Paese di bacia pile nel quale siamo capitati. Nonostante i politici sempre genuflessi ai voleri papali-cardinalizi-vescovili-sacerdotali e i giornalisti che ci dovrebbero raccontare cosa succede, sempre genuflessi ai voleri presidenziali-ministeriali-senatoriali-sottosegretariali-onorevoli. In questo bel Paese in cui conta solo l’opinione unica: quella del potere. L’ottima apertura del tg5, come di tutti gli altri tg dell’opinione comune: la loro, era sulla rinuncia del Papa ad intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza di Roma dopo le contestazioni di docenti e studenti, soprattutto di fisica (!!), ventilando vaghe minacce alla sicurezza pontificia e incalzando il clima di tensione (che non c’è e non c’è mai stato, come precisa il ministro degli Interni) con il tono inutilmente agitato nei servizi, dello speaker in studio e nel commento dell’ottimo direttore, Clemente J. Mimun, ex direttore del tg1 che non ha avuto nemmeno il pudore di evitare di andare alla concorrenza dopo essere stato sostituito in Rai, il quale ci ha deliziato con la solita manfrina di banalità che scrive e dice e fa dire nei suoi “telegiornali”.

Insomma tutti d’accordo, o quasi, i politici che grazie alla stampa compiacente non solo rigirano la frittata a loro piacimento ma cambiano anche gli ingredienti, così che una frittata, seppur rigirata diventi una pappa immangiabile. Deve trasparire solo l’opinione comandata. E lì a sperticarsi con approfondimenti su “cosa realmente disse il Papa” come a difenderlo da se stesso, su interpretazioni filosofiche del processo a Galilei, tanto per confondere le acque alla vera critica all’indirizzo reazionario, oscurantista e anti-scienza che questo Papa ha dato al Vaticano.

Cosa c’entra in Papa all’inaugurazione dell’anno accademico? Scusate, ma Rubbia celebra l’Angelus? Ma Fermi inaugurava i Giubilei? No. Perché gli uomini di scienza e di cultura laica non hanno assolutamente nessuna intenzione di dire agli altri cosa fare, come vivere le loro vite (soprattutto in camera da letto), a differenza del Papa attuale (almeno) che non perde occasione per giudicare le vite e le usanze altrui, minacciando punizioni come “andare all’inferno “  “far piangere Gesù” e qualche altra scusa del cavolo che ci dicevano all’asilo. Crescete.
http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html

12月22日

Il professor Lewin e la fisica

  

12月16日

Poesia

Resurrezione


Davvero diverso,

rinato, nel nitido

distacco delle forme.

 

Come annullato.

 

Indicibilmente estraniato.

Conficcato così addentro alla

mia vita,

eppure smarrito in una nuova dimensione.

11月12日

Via, via, la polizia

Dopo  diverse settimane torno a scrivere sul blog. Non c’è spazio per annoiarvi con fatti riguardanti l’Università, cose che scrivono tutti, del tipo: “quel professore è matto”, “non si capisce nulla quando spiegano”, “bisogna fare le corse per prendere i posti” o banalità che avrei potuto benissimo sbrodolare per riempire qualche pomeriggio di mancato studio… Invece sono quasi costretto a fare qualche considerazione, così come per l’uccisione di Raciti, sui fatti di cronaca che ieri ci hanno rovinato la domenica.

Gli ultras strumentalizzano il terribile incidente che è avvenuto all’autogrill di Arezzo per sfogare la loro rabbia contro la Polizia. Dal mio punto di vista in quel parcheggio c’è stato un terribile errore da parte di UN poliziotto, di UNA persona che ha commesso una sciocchezza.

Non si è trattato di cariche della polizia comandate dalla questura di Genova, con il vicepremier di allora Fini in plancia di comando, contro manifestanti pacifisti inermi; non è stata l’irruzione squadrista e incivile nella scuola Diaz dove si abbatterono sui ragazzi che stavano dormendo orde eccitate di poliziotti imbestialiti; non è stato il comportamento “della Polizia”, ma di UN poliziotto a determinare la morte assurda di un giovane tifoso.

Si doveva giocare, o non si doveva, poco importa. Avrebbero trovato in ogni caso il pretesto per scagliarsi contro le forze dell’ordine. Quasi ci fosse una rabbia repressa nei tifosi, negli ultras, che viene fuori durante la domenica pomeriggio quando si sentono protetti dalla folla, dalla massa che non ragiona, quasi fossero autorizzati a sfogarla contro i tifosi avversari o contro i poliziotti.

La rabbia non è solo degli ultras, i quali non hanno un particolare motivo per avere questa carica d’odio da sfogare all’esterno. Non sono gli ultras ad essere arrabbiati, ma sono gli arrabbiati ad essere in larga parte ultras. Mi dispiace farlo notare, ma chi fa di una squadra di calcio quasi la propria ragione di vita, non ha molto altro a cui aggrapparsi per il resto della lunga settimana lavorativa. Bada di più al circensem chi ha poco o punto panem. Il rancore, non è causato dall’arbitro, da un gol, dagli avversari, o dalla polizia, questo viene portato nelle curve già pronto e confezionato, pronto solo ad esplodere ed essere scatenato.

Deriva dalla società. Spesso, dalla fascia più debole della società, quella che subisce ogni giorno dalle classi più alte, quella che ha problemi economici seri, quella che vorrebbe la rivoluzione, ma che si accontenta di urlare “sbirro bastardo”. E così ci chiediamo sconvolti perché l’uomo torna bestia intorno ad un pallone. Ma l’uomo è già quasi-bestia dal momento che è libero solo negli atti bestiali di cibarsi e riprodursi, poiché è schiavo del lavoro tutto il resto del tempo (Marx la vedeva più o meno così). Invece di fare la rivoluzione proletaria contro la moderna schiavitù del lavoro precario, contro la riforma delle pensioni,  contro le banche e la politica che controllano tutto e schiacciano le persone sotto ai debiti truffandoli e approfittandosi della loro ignoranza per aumentare i proprio sporchi privilegi. Questo livore dettato dalla misera via che ha intrapreso la vita di troppi nostri concittadini, viene allora incanalato nelle trasferte, nelle sassaiole, nei gol, nelle moviole e in tutto quello che fa sentire parte di una fazione, fa sentire “come più di se stessi” (Gaber), protetti dal guscio dell’appartenenza. Non diamo la colpa al calcio. Diamola a chi lo gestisce come strumento di mantenimento del potere.

Scusate la lunghezza, ma avevo un po’ di cose da dire, spero siate arrivati in fondo. Parliamone.  

E.B.

9月30日

Propositi di Settembre

Sì esatto, è proprio il solito intervento che si vede su tutti i blog con tutti i dubbi e le paure per un anno che ricomincia (scolasticamente) dopo la bella-degenerante-meritata pausa estiva post maturità. Questa volta si cambia, si cambia sul serio. Oltre alla nostalgia per la mia classica del liceo, nostalgia che ho già espresso alcuni mesi prima che finisse la scuola, proprio della serie “non ti va mai bene nulla” si aggiunge anche la novità della sorella che se ne va a giro per l’Europa a studiare Arte e mi lascia tutto solo a sopportare genitori/nonni/nonne/amicidifamiglia. Questa me la paghi, Ludo! Come se non bastasse non c’è più nemmeno Oliver che ci ha lasciato drammaticamente ad agosto. Insomma parecchie novità.

Via due parole sull’università (stefo ti prometto che sono due davvero) che è iniziata assai pesantemente, e di che ti lamenti-direte voi-hai scelto fisica(#§!\*) brutto idiota! E va bene, prima o poi ci capirò qualcosa: “aspetta il cadavere del tuo nemico sulla riva del fiume”, anche se non sono sicuro che numeri complessi e compagnia bella possano scorrere sui fiumi…

Un piccolo accenno all’ultima vacanza dell’estate, in compagnia remainers in quel di Amsterdam e Berlino. Ci siamo davvero divertiti tantissimo, non ne avevo dubbi, ma così tanto non credevo. Leggete la mia “rubrica” sul sito www.remainers.com e poi mi saprete dire…

Bene l’intervento può dirsi concluso, potete tornare alla vostre vite, dopo un commento, of course.
E.B.

9月5日

Esodo e controesodo!?

“Com’è tornare a casa dopo le vacanze?”

“Triste, ora si ricomincia con la routine quotidiana”

Quant’è bello Studio Aperto, il “telegiornale” di Italia1. Ad ogni modo non voglio infamare Studio Aperto, per il momento, ma un po’ più di gente.

Sarà che viviamo in Toscana e siamo spiriti liberi, nipoti di Leonardo e Dante e di centinaia di altri artisti e letterati. Sarà che siamo Livornesi, con questo nostro atteggiamento alla “schifo” che ci contraddistingue. Insomma siamo diversi dal prototipo di “Italiano che lavora” del nord. Quel prototipo che ci sbattono in faccia alla televisione, che ha i suoi studi nelle città principali, Roma e Milano e dove si respira la stessa devozione agli standard. Soprattutto in Lombardia, in Veneto e nel tanto ricco nord Italia, vivono, non persone, ma standard, stampini, gente vuota. Almeno così appare dalle pubblicità, dai telefilm, dai programmi tv e da quant’altro abbia visto sul tema, senza viverci di persona data anche la poco attraente immagine che mi arriva dalla tv.

Ho un’immagine, probabilmente non troppo veritiera, ma che credo rappresenti la maggior parte.

Io non conosco le vacanze d’estate come una pausa dalla vita, un ristoro dalle abitudini. Il mio babbo prendeva una o due settimane di ferie e si andava in montagna, oppure no. Non c’era alcun dramma da partenza, non c’è mai stata Livorno deserta con i vecchi che morivano dal caldo o andavano a spasso nei centri commerciali. Quando al telegiornale ci mostrano Milano come fosse una città fantasma del Far West non mi capacito di come possano, quasi tutti i milanesi sentire contemporaneamente l’esigenza di andare a Rimini, o in qualche altra spiaggia iperaffollata a dannarsi l’anima per un ombrellone. Sono dei pazzi. Le vacanze diventano un calvario con figlioli urlanti, code in autostrada, l‘esodo lo chiamano, il caldo afoso, fare e sfare le valigie, sentirsi in obbligo di essere contenti e felici, anche perché le prossime vacanze le rivedi tra un anno. Non è meglio il nostro romito?

Arriva poi il dramma del rientro a casa. Altre super code sull’autostrada, bagagli, tante rotture e sapere che da domani si torna a lavoro, in un bell’ufficetto a fare fotocopie, a guadagnare soldi. Dei bei soldi da spendere nei centri commerciali, per mandare la mogliettina in palestra a rassodare il culo, i bimbi a nuoto, scarpe nuove che assediano la casa e così via. Soldi per pagare un’altra bella vacanza felice tra sabbia, urla, pianti, sudore e sorrisi ipocriti il prossimo anno.

Ma quanto sarà bello il Romito?        
E.B.

 
8月29日

Compriamo...

Mi raccomando: comprate.

Non vi passi per la testa di non essere alla moda. Tutti hanno bisogno, un eccessivo bisogno di comprare roba. In tanti apprezzano la letteratura, l’arte e la filosofia, ma non scorgono la strada indicata dai grandi del passato, nelle proprie vite. Può sembrare un discorso alla Filippo Bellissima, ma è anche molto peggio, temo.

Quando ci parlano dai loro libri, dalle loro biografie, i letterati, ci ammoniscono sul vivere sereni, senza angosce, preoccupandosi dell’oggi e di godere tutte le piccole felicità che ci sono riservate in ogni ora del giorno. Anche nel dolore possiamo trovare qualche consolazione, se non per altro che apprezziamo la felicità perché conosciamo il dolore.

Noi tutti rinunciamo a questi piaceri della vita, infondo i più veri e facili (forse) da conquistare; ci rinunciamo inseguendone sempre altri, nuovi, tecnologici, costosi. Roba da possedere, da usare dieci minuti e buttare nell’armadio o sulla scrivania. Roba da regalare, roba da gettare.

I buddisti provano l’ascesi, la rinuncia ad ogni desiderio per raggiungere l’illuminazione e il completo distacco dal mondo materiale, beandosi di ogni infinito momento.

“Prima di sparare pensa” inizia così la canzone vincitrice di Sanremo giovani, credo. Una canzone contro la mafia e che sprona a pensare con la propria testa, ad uscire dal vortice di consuetudini e obblighi che nessuno dovrebbe seguire. “Prima di comprare pensa” potremmo parafrasarla per abbassare un po’ il tono della discussione ma invitare comunque a renderci conto che abbiamo smesso di pensare come persone e che seguiamo i pensieri come gente. Un invito a ragionare e riflettere su cosa ci sia davvero necessario, utile, superfluo, eccessivo, inutile. Avere meno cose e meno desideri di possederne altre, sicuramente apre una breccia nel muro, nella consuetudine, nella pubblicità, nella manipolazione delle nostre  condizionabilissime menti di giovani. Una breccia che può portare ad apprezzare a fondo un’amicizia, un sorriso, un tramonto, un bacio, un’onda o un fiore.
E.B.
 

8月19日

Un ricordo

12 Agosto 2007

Stamani è morto Oliver. Provo a togliermi il dolore scrivendo e scaricando sui tasti un po’ di malinconia di tristezza di sconforto di pianto. L’ho trovato, rigido, quasi freddo, col cuore immobile e il respiro fermo, lì dove si era accoccolato ieri sera. Aveva subito un banale intervento, l’anestesia totale e un antibiotico, il veterinario non se lo spiega, noi non vogliamo provarci.

I miei genitori lontani sono accorsi non appena sono stato costretto ad informarli che il nostro Oliver non avrebbe abbaiato al loro ritorno. Affiorano i ricordi, quelli belli e allegri; tutti i difetti divengono mancanza, lontananza e poi si spenge anche l’ultimo istante e torna solo il pianto a consolare occhi stanchi, troppo stanchi per guardare, immaginare.

Quando ero piccolo pensavo che in paradiso ci fosse un angolo per gli animali: per bambi, per i pesci rossi e dove sarebbe andato il cane che non avevo, ma che era già con noi, solo non lo sapevamo ancora.

Abbaiava abbaiava sempre, con quei latrati profondi: aveva come abbaio l’idea che avevo dell’abbaio prima di prenderlo in braccio dall’allevatore, quel sacchettino biondo, con le orecchie più scurine e le zampine rosa. Quanto mancherà tutto quel casino che faceva appena sentiva l’ascensore, il portone, il cancello o il motore della macchina che si spengeva. E i pasti senza il mugolio continuo con il muso infilato tra coscia e braccio. Sarebbero troppi gli episodi, gli atteggiamenti e le situazioni da raccontare, non ve lo posso spiegare…già lo sa chi lo conobbe che viveva solo per i suoi padroni, la sua famiglia e per tutti gli amici che incontrava. Lo dimostrava abbaiando, guaendo, portando il giornale in giro per mezz’ora (usato come silenziatore), provando ad afferrare, delicatissimo, il polso di chi aveva più in simpatia, così da sentirlo, toccarlo, averlo. Può sembrare sciocco farla tanto lunga per un cane, una bestia. Lo può capire chi ha o ha avuto animali o chi conosce bene la specie umana per sapere che quasi quasi sono meglio le bestie.

Da ateo credo che quel corpo disteso nel corridoio non sia più Oliver, lui non c’è più dal momento in cui si è accucciato accanto alla mia porta, quasi per aspettare il mio ritorno e ha chiuso gli occhi. Ma la vita è fatta di illusioni e di ricordi ed è bello averlo vicino, quello che fu il corpo di Oliver, stia nel giardino che tanto amò quel cane, quel sacchettino biondo con le orecchie più scurine e le zampine rosa. 

Vi ringrazio ancora una volta, tutti. Come già detto personalmente ad ognuno, grazie dell’appoggio, sia una parola, una frase, un messaggio o una spalla. In queste situazione, può essere retorica, ce ne è davvero bisogno.

Era un buon cane, spero di essere stato un buon padrone.

Ciao topo.

8月15日

Riflessione

 Correre

Bisogna correre per vedere tutto,

per provare tutto.

Bisogna correre per non pensare,

per dimenticare.

Bisogna correre per fuggire,

per non saper dove andare.

Bisogna correre per non aver tempo di soffrire,

per giungere alla fine.

Bisogna correre per riscoprirsi soli.

E ritrovarsi morti, e senza emozioni,

solo oscure sensazioni d’aver

corso per tutta una vita e non

accorgersi che è finita. 

8月7日

Manuale per funghetti

Sentite quei pazzi di Amsterdam che cosa scrivono come istruzioni ai funghetti allucinogeni. N.B. il "manualino" era a disposizione di chiunque, non era allegato agli stupefacenti sopra citati!!!

PSYLOCYBINE CUBENSIS MEXICANI

CONTENUTO: Freschi 30 grammi.

EFFETTO: Il fungo magico e sacro rende nella realtà l'inconscio d'un sogno

MODI D'USO: Mangiando il fungo lasostanza verrà trasmessa nel corpo tramite la saliva. Masticandolo bene e lentamente migliorerà l'effetto e salva lo stomaco. Bevendo con the: bollire l'acqua, aggiungere i funghi, lasciare riposare per 20 min. circa. Aggiungete del the detheinato per migliorare il gusto. Preferibilmente senza zucchero. Il residuo può essere mangiato.

DOSI: Preferibilmente prendere i funghi a digiuno in un ambiente tranquillo tipo casa o natura.

FRESCHI

10-15gr. (per un trip leggero)

15-30gr. (per un trip forte)

LA PRIMA VOLTA NON USATE PIU' DI 10-15 GR. FRESCHI.

Circa 90 min. dopo l'uso inizierà l'effetto. Ti sentirai sereno e rilassato, dopodichè inizieranno le visualizzazioni che durano 4-6 ore dipendendo dalle dosi.

CONSIGLI D'USO: Bere tanta acqua. Nel caso di nausea oppure per neutralizzare l'effetto prendere alta dose di vitamina C o qualcosa di dolce.

Si consiglia di non fumare hashish o marijuana prima dell'uso, per evitare possibili ricadute dopo alcuni giorni. Fumare dopo l'uso non crea nessun problema.

Non usate il funghi più di una volta al mese circa. Datevi del tempo per recuperarvi.

CONSERVAZIONE: Questi funghi sono di ottima qualità, la loro freschezza rimane per 4-5 giorni circa se tenuti in frigorifero. Per seccare i funghi freschi: si prende un foglio di carta straccia, sul quale posate i funghi. Teneteli per 2-3 giorni nella vicinanza di una fonte di calore. Dopo di che secchi, si possono conservare anche per mesi.

AVVERTENZE: Non usare in caso di gravidanza, psychosi, depressione, uso di medicinali, partecipazione al traffico, al di sotto dei 18 anni, in combinazione con altri stupefacenti oppure alcolici. In caso di incertezza, consultare il medico.

ATTENZIONE: Trattate i funghi con rispetto, abbi attenzione per le persone che ti circondano, in particolare quelli che usano per la prima volta. Lo spirito del fungo ti farà scoprire altri segreti dell'universo.

BUON VIAGGIO NELL'INTERNO DEL TUO INCONSCIO!!!!

E.B.
 

8月6日

...Parigi...

Mi sono portato dietro un’agendina dove prendere appunti su quindici giorni di vacanza-maturità(?) e scaricare qualche pensiero, così un po’ alla scrittore maledetto che frequenta i cafè di Parigi e scrive davanti alla Senna. Iniziando nel modo più banale che conosco, l’intervento cominciò così.

Due ragazze e cinque ragazzi (no, non è la trama di un film porno, non del tutto almeno) decisero, all’ultimo momento (aprile) di organizzare un viaggio per fine luglio, un’avventura per l’Europa che l’immaginazione ormai risucchiata dalla televisione impose di rinominare “Eurotrip”. Lasciate che almeno vi presenti i protagonisti, in rigoroso ordine alfabetico: Benedetta, Edoardo ovvero chi batte sui tasti, Errico, Ilaria, Simone, Stefano ciuffo e Stefano Tremors. Prima tappa Parigi, la tappa culturale, quella che abbiamo dovuto inserire per far sborsare i genitori, e visti i prezzi nella grande Bari anche parecchio. E parte l’azione. Nemmeno messo piede in Francia e subito il Masse lascia lo zaino sulla navetta che porta dall’aeroporto al metrò e viene sbeffeggiato dal cellulare che risuona dei messaggini “Ben venuto in Francia”. Dopo aver ignorato le indicazioni del Breschi che continuavano a farci girare per mezza Parigi con i bagagli, abbiamo seguito un gentile ometto che ci ha portato davanti all’albergo/ostello, meglio detto “bettola”, anche se doveva andare da un’altra parte.

Sistemazione tutta da raccontare: moquette di loia in terra, per non dover lavare i pavimenti, un lavandino in camera dietro ad un separè e gabinetto nel corridoio, utilissima televisione senza – per il volume e + per i canali, pareti di cartongesso con chiavistelli portanti negli angoli, insomma mancavano solo gli scarafaggi, almeno lo abbiamo sperato. Mi raccomando, se capitate in Francia prima di comprare l’acqua controllate il residuo fisso se non volete bere stalattiti: abbiamo trovato un’acqua con Ca 528 e Mg 125, nemmeno fosse ghiaino.

Comincia così la vacanza in cui ho visitato più centri commerciali che ristoranti. Sembravamo donnette nei giorni dei saldi e togliamo pure il “sembravamo”. E anche quella in cui abbiamo sgamato in più situazioni possibile, a partire dai metrò, all’Operà con biglietto di 8€ abilmente trabarcato, o la coda per Notre Dame fra lo sbigottimento di tutti. Per la parte culturale non sono mancate le visite al Louvre, al D’Orsay e al Pompidu con dei libri di storia dell’arte in attesa di pubblicazione a firma Breschi, almeno per la quantità di foto scattate con la telecamerina.

C’è stata anche la possibilità di intrallazzare con delle Svizzere che sono giustamente scappate quando hanno sentito dire “Ma come si dirà Svizzere in Inglese?” “Hamburgers?!”… E un bel pezzo con dei Giapponesi che aprendo la porta si sono sentiti dire “I suppose you are not Italian”.

[Non indovinerete mai, ma abbiamo anche incontrato lo Stampa e il mitico gruppaccio del Riccio, il Pise e Marcone.] Così decidiamo di andare a ballare in un Hip-pop club inseguendo neri con collanone per chiedere informazioni. Alla fine si arriva a questo G-bus, ma notiamo il Favelas lì accanto e una francese ci informa che “E’ bar, discotec, pub…mercatino, farmacia, kebab…” e andiamo lì dove il Masse manda via un’altra francese mezza briaa, molto carina. [Risate e cavolate a non finire con il Riccio che rovescia la bevuta su un gruppo di Olandesi molto incavolati e altre irraccontabili.]

Ad ogni modo i giorni sono trascorsi tra shopping (tanto) e  musei/luoghi d’arte con l’impresa di Erri: “Excuse me, for Monnalisa?” vista quella è uscito dal Louvre. Fino a che abbiamo alle 3 di notte abbiamo preso il pulman per l’aeroporto, e con Erri tutto esaltato l’aero che ci avrebbe sbarcato un’oretta dopo ad Amsterdam.

E.B. 

7月5日

Una scelta di campo...magnetico!

Chi era a sentirmi agli orali, stamani, già lo sa: ho rivelato la scelta dell’università. Accidenti quanto mi sono divertito in questi mesi a essere evasivo, a impuntarmi non dicendo nulla, a far crescere l’alone di mistero, d'altronde ci si diverte come si può. Insomma il parto è avvenuto: fisica.

Qualcuno lo aveva già intuito (Vale, Ciccio), qualcun altro mi aveva preso in un momento di debolezza e mi aveva fatto scappare una mezza parola (Stefano), subito abilmente confusa con altre opzioni plausibili, tanto non abbocca mai. Ebbene sì, ho ceduto alla forza della Pascu. Non che lei mi abbia mai indirizzato, ma l’aver fatto fisica così seriamente, mi ha aiutato non poco nella scelta. Se avessimo avuto un’insegnante non in grado di insegnarci per bene matematica e fisica (Romano, Tinti ecc…), trasformando il liceo scientifico in un classico depotenziato, sono sicuro che la mia scelta e quella di altri, che hanno deciso per facoltà scientifiche, non sarebbe stata la stessa. Avere per tre anni la Romano, sarebbe stato come spararci nei ginocchi da piccini dicendoci:”O prova a correre ora!”. La Pascu e la Silicans hanno avuto l’esclusiva sulla notizia della scelta e naturalmente la Pascu, con il suo atteggiamento rassicurante, mi ha subito messo in guardia dai periodi di crisi che tutti hanno e che arriveranno anche per me, ma so che in realtà vuole proteggermi; mi ha detto che bisogna studiare davvero tanto (e questo mi preoccupa!), ma che le soddisfazioni sono tra le più grandi che si possano desiderare.

La fisica “pura”, come spesso si sentono definire le facoltà toste, matematica “pura”, fisica, informatica “pura”, statistica,  secondo me unisce la scienza alla filosofia. Usa gli strumenti della matematica, ma non li tiene astratti e bellissimi, li testa sul mondo e sull’universo. Cerca, indaga, vuole scoprire com’è davvero questo “atomo opaco del Male” che ci tiene come viaggiatori obbligati. Ricerca e guarda ovunque, per trovare una verità, almeno la migliore possibile, come la filosofia che lo fa nel pensiero e nel sistema delle idee, applicando tutto ciò all’universo in cui navighiamo veloci e quasi inconsapevoli. Questa scienza, la madre delle scienze, come è definita, sa benissimo che non potrà trovare risposte vere e definitive, ma sa anche di potersi avvicinare il più possibile, molto più della filosofia, che è sempre vera, a seconda dei punti di vista…

E poi insegni? Si sente spesso dire a chi rivela, non come me, la scelta per matematica o fisica, ci può stare, ma non è così obbligata la strada. Considero il fisico, come un “ingegnere potenziato”, sicuramente non avrà le stesse competenze di chi ha studiato sempre nello stesso campo, ma avrà le potenzialità per apprendere tutto quello che gli serve, rapidamente e magari anche meglio di chi è costretto a studiarlo per gli esami.

Nella ricerca più avanzata, quella che fa andare avanti l’Uomo, la fisica ha il ruolo predominante. Può essere uno strumento da ingegnere, una scienza teorica o un mezzo per indagare l’universo. A che servirà mai sapere com’è fatto un buco nero, una stella a neutroni, come è avvenuto il Big Bang, che cosa accede se si scontrano due protoni a velocità prossime quella della luce? Sarebbe come chiedere a che cosa serva la Gioconda, il Partenone o San Pietro, la Divina Commedia, le opere dei filosofi, la poesia e l’arte tutta. Sono quelle attività al vertice dell’umanità, che necessitano di tutti gli altri scalini: dei contadini, degli operai, dei commercianti, dei parrucchieri, di tutti coloro senza i quali, persone eccezionali come Leonardo, Bernini, Dante, Fidia, Picasso, Sheakespeare, Leopardi, Newton, Maxwell, Einstein, Borh, Fermi non avrebbero potuto elevare la razza umana dalla clava allo Shouttle.

Magari io finirò a insegnare in un liceo dove mi potrò vendicare, magari finirò alla NASA o al CERN, magari a innovare le nostre città, o più probabilmente internato a Volterra... ma non mi vedrete mai (e si usa il tono perentorio tanto gradito ad alcuni) andare al lavoro per la paga a fine mese.

Ora basta incensare tanto una disciplina che odierò e amerò nel corso dei prossimi (spero) cinque anni e poi chissà.

“È una facoltà da pazzi” si sente spesso dire. Ma la vita è una sola, se non si vive da pazzi quando ci divertiamo?

Questa è la mia scelta, magari la metterò in dubbio, la cambierò, la disprezzerò, ma adesso, non posso che inseguirla veloce.   
E.B.

6月1日

Giunco marino

Nella pianura salata

di uno spicchio di mondo,

esce dal seme assopito,

un fiore isolato.

 

Né un’ape, un uomo

o farfalla irrequieta

odorerà il suo denso esalare.

 

Eppur di vapor

di vita è figlio,

che violenta esplode

nella salmastra terra riarsa;

così silente e decisa,

come il profumo impalpabiledi quel fiore proibito.